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lunedì, 15 Aprile, 2024

Emigrazione lucana: chi sono gli “upraised” ovvero gli immigrati di successo

Sono 1066 le partenze ufficiali dalla Basilicata, secondo il Rapporto Migrantes 2019, mentre i Lucani residenti all’estero sono 130.719.
Numero notevole se si considera che il totale degli abitanti al 2019 sono 562.869 e ciò fa capire quanta Basilicata esista nel mondo.
La storia dei Lucani e della loro emigrazione verso i paesi dell’oltre oceano non è facile da raccontare né sono facilmente individuabili i personaggi che, una volta raggiunta l’America, si siano fatti notare per il loro spiccato protagonismo.
Non è stato mai fatto un preciso campo d’indagine socio – demografica, tranne che per la rivista “La Basilicata nel Mondo” diretta dall’avvocato Giovanni Riviello a cura di Ray Allen Billington che costruisce negli anni 1924-1927 una dettagliata rassegna di storie, biografie, notizie dei lucani in America Ciononostante, la storia ci rimanda ad innumerevoli personaggi che sono diventati nel loro campo protagonisti di rilievo, enfatizzando le culture, tradizioni, mentalità, concezioni religiose ed abitudini, esperienze imprenditoriali e professionali, creazioni di talento e iniziative originali, produzioni di mestiere e artistiche superando così le clamorose vicende intraprese dalla mafia o alle festose celebrazioni della pizza e degli spaghetti diventati ormai un cliché.

Uno dei più antichi nomi che hanno dato lustro alla Lucania è quello di Antonio Giuseppe Cilibrizzi, nato ad Anzi nel 1910 emigrato in America con la sua famiglia all’età di due anni. Cilibrizzi che negli Stati Uniti è diventato Anthony J. Celebrezze è stato un politico statunitense, nonché il primo italo-americano a ricoprire un ruolo di ministro negli Stati Uniti.
Già all’età di sei anni lavorava, iniziando come lustrascarpe e poi come venditore di giornali assieme al fratello, per migliorare la situazione economica della famiglia. Nel frattempo, Celebrezze studiava, ottenendo nel 1936 la laurea in legge. La sua carriera politica fu folgorante: eletto nel 1950 nelle file del partito democratico al senato dell’Ohio, si dimise per candidarsi a sindaco di Cleveland, carica che ricoprì dal 1953 al 1962 ricevendo quasi il 74 % dei consensi nell’ultima elezione.
Grazie alla fama guadagnata come sindaco, Celebrezze fu nominato ministro della salute, educazione e del welfare durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy e nel corso della presidenza di Lyndon B. Johnson. Fu anche grazie alla sua determinazione che il programma federale per l’assistenza sanitaria (Medicare) riuscì ad essere approvato al Congresso. Nel 1965 il presidente Johnson lo nominò giudice del sesto circuito di corte d’appello.
Celebrezze ha ricoperto tale carica fino alla morte avvenuta nel 1998. Un’altra figura chiave nella storia americana è Rocco Petrone, emigrato negli States nel 1921 da Sasso di Castalda. É stato un pioniere della corsa allo spazio. Suo padre, operaio ferroviario, morì per un incidente sul lavoro lasciandolo orfano ancora bambino. Sua madre era operaia in una fabbrica di guanti e Rocco dovette darsi da fare per aiutare la famiglia effettuando consegne a domicilio di ghiaccio.
Ma quando vinse un posto all’Accademia militare degli Stati Uniti, iniziò il suo percorso d’ingegnere e ufficiale statunitense dell’Esercito degli Stati Uniti d’America.
La sua carriera alla NASA fu «folgorante»: da giugno 1966 a settembre 1969 fu direttore delle operazioni di lancio allo John F. Kennedy Space Center della NASA, e dal 1969 fu direttore dell’intero  Programma Apollo che portò l’uomo sulla luna.
Dal 1973 al 1974 fu direttore del Marshall Space Flight Center della NASA. Il ponte alla Luna costruito a Sasso di Castalda, porta il suo nome, un tributo per ricordare la grandiosità di Rocco Petrone protagonista anche di un documentario “Luna italiana” di Marco Spagnoli. Francis Ford Coppola considerato uno dei maggiori cineasti del cinema, vincitore di sei premi oscar, ha firmato pellicole che sono la storia del cinema, uno su tutti “Il Padrino.”
Di origini lucane, i nonni paterni erano di Bernalda è molto legato a questa città. Agostino, il nonno di Francis, emigrò da Bernalda all’inizio del Novecento mentre Francis Coppola il 1º maggio 1989 è diventato cittadino onorario del centro lucano, nel quale spesso trascorre le vacanze approfittando anche delle spiagge della vicina Metaponto sullo Ionio.
Il regista ha un progetto di rilancio del metapontino; infatti a Bernalda ha acquistato un antico palazzo, Palazzo Margherita per trasformarlo in albergo esclusivo. Ma ha anche un progetto per dare impulso al centro di formazione per sceneggiatori, scrittori di teatro, musicisti e artisti che sorge a Torremare, nei pressi di Metaponto.
Da cinque generazioni il Di Palo è oggi, il negozio di specialità alimentari e gastronomia più famoso della «Little Italy» a New York, che vanta clienti affezionati come Martin Scorsese e lo chef Daniel Boulud. Tutto iniziò con  Savino Di Palo, il bisnonno di Lou, arrivato da Montescaglioso nel 1903 a New York per aprire una latteria a Mott Street e iniziare la produzione quotidiana della mozzarella, che oggi i nipoti Lou, Sal e Marie continuano a tramandare, insieme alla moglie Concetta.
In una delle sue recenti interviste Lou, volto mediatico della famiglia e instancabile ambasciatore del Made in Italy, ha affermato che: «negli anni 70 abbiamo assistito ad uno spopolamento di Little Italy da parte delle famiglie italiane. Il quartiere stava cambiando pelle e noi dovevamo prendere una decisione, se andare come gli altri o restare. Fu allora che decidemmo che Di Palo avrebbe dovuto continuare, tra le difficoltà, a diffondere l’autentica cultura culinaria italiana, scegliendo prodotti da tutte le regioni che raccontano la storia di piccole aziende, simbolo dell’eccellenza artigianale del Made in Italy».
Nel negozio Di Palo si può trovare una vasta selezione di formaggi e salumi importati dall’Italia, prodotti alimentari di nicchia, piatti di gastronomia preparati quotidianamente, una selezione di vini italiani nell’adiacente Enoteca.

Questi sono soltanto alcuni degli Italiani d’America, in questo caso Lucani, che con le loro gesta hanno lasciato un’importante traccia nella storia americana. Basta solo un cognome per conoscere e riconoscersi in quelle storie, in quei frammenti di vissuto la traccia di quell’atavica ed intrinseca umiltà come scriveva Luigi Sinisgalli: «Girano tanti lucani per il mondo, ma nessuno li vede, non sono esibizionisti».

Sono 1066 le partenze ufficiali dalla Basilicata, secondo il Rapporto Migrantes 2019, mentre i Lucani residenti all’estero sono 130.719.
Numero notevole se si considera che il totale degli abitanti al 2019 sono 562.869 e ciò fa capire quanta Basilicata esista nel mondo.
La storia dei Lucani e della loro emigrazione verso i paesi dell’oltre oceano non è facile da raccontare né sono facilmente individuabili i personaggi che, una volta raggiunta l’America, si siano fatti notare per il loro spiccato protagonismo.
Non è stato mai fatto un preciso campo d’indagine socio – demografica, tranne che per la rivista “La Basilicata nel Mondo” diretta dall’avvocato Giovanni Riviello a cura di Ray Allen Billington che costruisce negli anni 1924-1927 una dettagliata rassegna di storie, biografie, notizie dei lucani in America Ciononostante, la storia ci rimanda ad innumerevoli personaggi che sono diventati nel loro campo protagonisti di rilievo, enfatizzando le culture, tradizioni, mentalità, concezioni religiose ed abitudini, esperienze imprenditoriali e professionali, creazioni di talento e iniziative originali, produzioni di mestiere e artistiche superando così le clamorose vicende intraprese dalla mafia o alle festose celebrazioni della pizza e degli spaghetti diventati ormai un cliché.

Uno dei più antichi nomi che hanno dato lustro alla Lucania è quello di Antonio Giuseppe Cilibrizzi, nato ad Anzi nel 1910 emigrato in America con la sua famiglia all’età di due anni. Cilibrizzi che negli Stati Uniti è diventato Anthony J. Celebrezze è stato un politico statunitense, nonché il primo italo-americano a ricoprire un ruolo di ministro negli Stati Uniti.
Già all’età di sei anni lavorava, iniziando come lustrascarpe e poi come venditore di giornali assieme al fratello, per migliorare la situazione economica della famiglia. Nel frattempo, Celebrezze studiava, ottenendo nel 1936 la laurea in legge. La sua carriera politica fu folgorante: eletto nel 1950 nelle file del partito democratico al senato dell’Ohio, si dimise per candidarsi a sindaco di Cleveland, carica che ricoprì dal 1953 al 1962 ricevendo quasi il 74 % dei consensi nell’ultima elezione.
Grazie alla fama guadagnata come sindaco, Celebrezze fu nominato ministro della salute, educazione e del welfare durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy e nel corso della presidenza di Lyndon B. Johnson. Fu anche grazie alla sua determinazione che il programma federale per l’assistenza sanitaria (Medicare) riuscì ad essere approvato al Congresso. Nel 1965 il presidente Johnson lo nominò giudice del sesto circuito di corte d’appello.
Celebrezze ha ricoperto tale carica fino alla morte avvenuta nel 1998. Un’altra figura chiave nella storia americana è Rocco Petrone, emigrato negli States nel 1921 da Sasso di Castalda. É stato un pioniere della corsa allo spazio. Suo padre, operaio ferroviario, morì per un incidente sul lavoro lasciandolo orfano ancora bambino. Sua madre era operaia in una fabbrica di guanti e Rocco dovette darsi da fare per aiutare la famiglia effettuando consegne a domicilio di ghiaccio.
Ma quando vinse un posto all’Accademia militare degli Stati Uniti, iniziò il suo percorso d’ingegnere e ufficiale statunitense dell’Esercito degli Stati Uniti d’America.
La sua carriera alla NASA fu «folgorante»: da giugno 1966 a settembre 1969 fu direttore delle operazioni di lancio allo John F. Kennedy Space Center della NASA, e dal 1969 fu direttore dell’intero  Programma Apollo che portò l’uomo sulla luna.
Dal 1973 al 1974 fu direttore del Marshall Space Flight Center della NASA. Il ponte alla Luna costruito a Sasso di Castalda, porta il suo nome, un tributo per ricordare la grandiosità di Rocco Petrone protagonista anche di un documentario “Luna italiana” di Marco Spagnoli. Francis Ford Coppola considerato uno dei maggiori cineasti del cinema, vincitore di sei premi oscar, ha firmato pellicole che sono la storia del cinema, uno su tutti “Il Padrino.”
Di origini lucane, i nonni paterni erano di Bernalda è molto legato a questa città. Agostino, il nonno di Francis, emigrò da Bernalda all’inizio del Novecento mentre Francis Coppola il 1º maggio 1989 è diventato cittadino onorario del centro lucano, nel quale spesso trascorre le vacanze approfittando anche delle spiagge della vicina Metaponto sullo Ionio.
Il regista ha un progetto di rilancio del metapontino; infatti a Bernalda ha acquistato un antico palazzo, Palazzo Margherita per trasformarlo in albergo esclusivo. Ma ha anche un progetto per dare impulso al centro di formazione per sceneggiatori, scrittori di teatro, musicisti e artisti che sorge a Torremare, nei pressi di Metaponto.
Da cinque generazioni il Di Palo è oggi, il negozio di specialità alimentari e gastronomia più famoso della «Little Italy» a New York, che vanta clienti affezionati come Martin Scorsese e lo chef Daniel Boulud. Tutto iniziò con  Savino Di Palo, il bisnonno di Lou, arrivato da Montescaglioso nel 1903 a New York per aprire una latteria a Mott Street e iniziare la produzione quotidiana della mozzarella, che oggi i nipoti Lou, Sal e Marie continuano a tramandare, insieme alla moglie Concetta.
In una delle sue recenti interviste Lou, volto mediatico della famiglia e instancabile ambasciatore del Made in Italy, ha affermato che: «negli anni 70 abbiamo assistito ad uno spopolamento di Little Italy da parte delle famiglie italiane. Il quartiere stava cambiando pelle e noi dovevamo prendere una decisione, se andare come gli altri o restare. Fu allora che decidemmo che Di Palo avrebbe dovuto continuare, tra le difficoltà, a diffondere l’autentica cultura culinaria italiana, scegliendo prodotti da tutte le regioni che raccontano la storia di piccole aziende, simbolo dell’eccellenza artigianale del Made in Italy».
Nel negozio Di Palo si può trovare una vasta selezione di formaggi e salumi importati dall’Italia, prodotti alimentari di nicchia, piatti di gastronomia preparati quotidianamente, una selezione di vini italiani nell’adiacente Enoteca.

Questi sono soltanto alcuni degli Italiani d’America, in questo caso Lucani, che con le loro gesta hanno lasciato un’importante traccia nella storia americana. Basta solo un cognome per conoscere e riconoscersi in quelle storie, in quei frammenti di vissuto la traccia di quell’atavica ed intrinseca umiltà come scriveva Luigi Sinisgalli: «Girano tanti lucani per il mondo, ma nessuno li vede, non sono esibizionisti».

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