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mercoledì, 8 Febbraio, 2023

Il cortometraggio come strumento per sensibilizzare alla “diversità”

Ci sono limiti all’amicizia? No, almeno per Maria, la protagonista del cortometraggio “Cuerdas”.

Le giornate internazionali sono frutto del lavoro di molte associazioni senza scopo di lucro (ONG, ONLUS, etc) al fine di sensibilizzare i governi, le comunità o i singoli individui nel compiere scelte più etiche e sostenibili. Esistono oltre 160 giornate mondiali che, prima di essere definite tali, sono state approvate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite – ONU.

Nascono con l’obiettivo di evidenziare problemi sociali o ambientali.

«L’inclusione sociale delle persone con disabilità – si legge sul portale delle Nazioni Unite – è una condizione essenziale per sostenere i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza. L’impegno a garantire i diritti delle persone disabili non è solo una questione di giustizia, è un investimento in un futuro comune».

Per questo motivo da un trentennio la data del 3 dicembre è divenuta un appuntamento di grande rilevanza sociale: è la Giornata internazionale delle persone con disabilità (nota anche come International day of people with disability, IDPwD), rivolta non solo ai disabili, ma anche alle loro famiglie, agli operatori nel sociale ed alla gente comune sensibile alle tematiche connesse alla disabilità.

La celebrazione internazionale del 3 dicembre risale al 1976, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite decise di proclamare il 1981 come anno internazionale delle persone disabili, invitando i Paesi membri a definire un piano d’azione focalizzato sulle parità di opportunità, la riabilitazione e la prevenzione delle disabilità, avviando un cammino il cui scopo era arrivare nel tempo alla piena partecipazione ed uguaglianza, intesa come il diritto delle persone con disabilità a partecipare pienamente alla vita e allo sviluppo della società.

Nel 2006 tale giornata si è arricchita con la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità (Convention on the Rights of Persons with Disabilities, CRPD), un trattato internazionale finalizzato a combattere le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani, che ha ulteriormente sottolineato l’esigenza di difendere e salvaguardare la qualità della vita delle persone disabili nei principi di uguaglianza e benessere. Attraverso i suoi 50 articoli, la Convenzione indica la strada che gli Stati del mondo devono percorrere per garantire i diritti di uguaglianza e di inclusione sociale di tutti i cittadini con disabilità, adottando le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili. La Convenzione (Articolo 9, Accessibilità) si focalizza sulla necessità di condizioni che consentano alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo. Viene sottolineata (Articolo 5, Eguaglianza e non discriminazione) l’importanza di proibire ogni forma di discriminazione ed emarginazione. Gli Stati Parti prenderanno tutti i provvedimenti appropriati per assicurare che siano forniti accomodamenti ragionevoli per conseguire l’eguaglianza delle persone con disabilità. Anche l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si fonda sul principio che nessuno sia lasciato indietro, qui ricomprese le persone con disabilità. In particolare l’Agenda mira a un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali e al miglioramento di tutte quelle strutture che possano permettere un effettivo accesso ai servizi per tutte le persone.

La celebrazione del 3 dicembre deve ricordarci l’importanza di valorizzare ogni individuo e di abbattere qualsiasi barriera. Questa ricorrenza offre la possibilità di organizzare attività legate al tema della giornata, facendola diventare un trampolino di lancio per azioni di sensibilizzazione.

Tra queste molto interessante è la visione di cortometraggi animati quali mediatori educativi per l’inclusione e l’integrazione sociale.

È una formula particolarmente interessante, quella del cortometraggio, che in pochi minuti lascia un segno indelebile nella nostra mente adulta e in quella dei bambini, raccontando efficacemente storie di disabilità, inclusione ed amicizia.

E’ quello che viene raccontato in “Cuerdas” ovvero “Corde”, la storia di un’amicizia speciale tra un ragazzo costretto su di una sedia a rotelle e la sua amica Maria, che fa di tutto per stargli accanto. E’ un meraviglioso cortometraggio di animazione spagnolo, scritto e diretto da Pedro Solís García ed ispirato alla storia dei suoi figli Nicolas (affetto da una paralisi cerebrale) e Alejandra, che pur sapendo della malattia del fratellino, lo coinvolgeva nei suoi giochi con naturalezza, senza alcuna discriminazione. Pedro Solís con il suo cortometraggio “Cuerdas” ha vinto il Premio Goya 2014 (gli Oscar spagnoli) come miglior cortometraggio animato.

Questo suo lavoro racconta in maniera spontanea come l’amicizia, un sentimento reale e genuino, è capace di superare ogni limite, oltrepassando quelle barriere mentali sociali che, purtroppo, ancora oggi incontra chi vive una qualsiasi condizione di disabilità.

“Cuerdas” fa capire come instaurare un rapporto con persone che soffrono di disabilità, stringendo amicizie che permettono insieme di superare ogni ostacolo.

I bambini speciali non cercano una cura ai loro limiti. Quello di cui hanno bisogno di più al mondo è essere accettati. Deve essere la società ad adattarsi e raggiungere le persone con disabilità. Non deve essere il bambino con bisogni speciali a integrarsi in un ambiente al quale non può nemmeno accedere.

“Cuerdas” si svolge in un orfanotrofio. Racconta l’amicizia tra Maria e un bambino affetto da paralisi cerebrale, che non può camminare, muoversi nè parlare.

Questo cortometraggio racconta senza vergogna l’animo genuino proprio dei bambini. Lo fa mostrando al pubblico come per la piccola Maria non esistono barriere. Lei infatti, fa di tutto per far sì che nemmeno il suo amico le percepisca. Non solo gioca e fa compagnia al bambino in sedia a rotelle appena arrivato all’orfanotrofio, evitando che venga discriminato a causa della sua condizione fisica, ma credendolo un po’ incapace di fare alcune cose ed un po’ vittima di una “malattia“ passeggera e quindi guaribile.

Maria va oltre. Oltre le barriere e le limitazioni; tutto questo con un pò di ingegno: con l’aiuto delle corde. Nasce e si instaura così un legame indelebile, di quelli in bilico tra l’amicizia e l’amore. Perché il sogno di Maria è quello di insegnargli a camminare, a parlare, sognando persino di ballare insieme.

E quando il suo migliore amico non ci sarà più, Maria avrà dentro di sé i ricordi e la corda che ha “unito” i loro cuori.

L’orfanotrofio dopo vent’anni diventerà un centro di educazione speciale e tra gli operatori, spicca un’insegnate che al polso ha legato un filo di corda.

Si presenta: il mio nome è Maria…

Questo è un corto che va visto col cuore aperto all’amore perché è ciò che vi bersaglierà dal primo frame fino all’ultimo!

Qui di seguito il cortometraggio integrale.

Ci sono limiti all’amicizia? No, almeno per Maria, la protagonista del cortometraggio “Cuerdas”.

Le giornate internazionali sono frutto del lavoro di molte associazioni senza scopo di lucro (ONG, ONLUS, etc) al fine di sensibilizzare i governi, le comunità o i singoli individui nel compiere scelte più etiche e sostenibili. Esistono oltre 160 giornate mondiali che, prima di essere definite tali, sono state approvate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite – ONU.

Nascono con l’obiettivo di evidenziare problemi sociali o ambientali.

«L’inclusione sociale delle persone con disabilità – si legge sul portale delle Nazioni Unite – è una condizione essenziale per sostenere i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza. L’impegno a garantire i diritti delle persone disabili non è solo una questione di giustizia, è un investimento in un futuro comune».

Per questo motivo da un trentennio la data del 3 dicembre è divenuta un appuntamento di grande rilevanza sociale: è la Giornata internazionale delle persone con disabilità (nota anche come International day of people with disability, IDPwD), rivolta non solo ai disabili, ma anche alle loro famiglie, agli operatori nel sociale ed alla gente comune sensibile alle tematiche connesse alla disabilità.

La celebrazione internazionale del 3 dicembre risale al 1976, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite decise di proclamare il 1981 come anno internazionale delle persone disabili, invitando i Paesi membri a definire un piano d’azione focalizzato sulle parità di opportunità, la riabilitazione e la prevenzione delle disabilità, avviando un cammino il cui scopo era arrivare nel tempo alla piena partecipazione ed uguaglianza, intesa come il diritto delle persone con disabilità a partecipare pienamente alla vita e allo sviluppo della società.

Nel 2006 tale giornata si è arricchita con la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità (Convention on the Rights of Persons with Disabilities, CRPD), un trattato internazionale finalizzato a combattere le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani, che ha ulteriormente sottolineato l’esigenza di difendere e salvaguardare la qualità della vita delle persone disabili nei principi di uguaglianza e benessere. Attraverso i suoi 50 articoli, la Convenzione indica la strada che gli Stati del mondo devono percorrere per garantire i diritti di uguaglianza e di inclusione sociale di tutti i cittadini con disabilità, adottando le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili. La Convenzione (Articolo 9, Accessibilità) si focalizza sulla necessità di condizioni che consentano alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo. Viene sottolineata (Articolo 5, Eguaglianza e non discriminazione) l’importanza di proibire ogni forma di discriminazione ed emarginazione. Gli Stati Parti prenderanno tutti i provvedimenti appropriati per assicurare che siano forniti accomodamenti ragionevoli per conseguire l’eguaglianza delle persone con disabilità. Anche l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si fonda sul principio che nessuno sia lasciato indietro, qui ricomprese le persone con disabilità. In particolare l’Agenda mira a un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali e al miglioramento di tutte quelle strutture che possano permettere un effettivo accesso ai servizi per tutte le persone.

La celebrazione del 3 dicembre deve ricordarci l’importanza di valorizzare ogni individuo e di abbattere qualsiasi barriera. Questa ricorrenza offre la possibilità di organizzare attività legate al tema della giornata, facendola diventare un trampolino di lancio per azioni di sensibilizzazione.

Tra queste molto interessante è la visione di cortometraggi animati quali mediatori educativi per l’inclusione e l’integrazione sociale.

È una formula particolarmente interessante, quella del cortometraggio, che in pochi minuti lascia un segno indelebile nella nostra mente adulta e in quella dei bambini, raccontando efficacemente storie di disabilità, inclusione ed amicizia.

E’ quello che viene raccontato in “Cuerdas” ovvero “Corde”, la storia di un’amicizia speciale tra un ragazzo costretto su di una sedia a rotelle e la sua amica Maria, che fa di tutto per stargli accanto. E’ un meraviglioso cortometraggio di animazione spagnolo, scritto e diretto da Pedro Solís García ed ispirato alla storia dei suoi figli Nicolas (affetto da una paralisi cerebrale) e Alejandra, che pur sapendo della malattia del fratellino, lo coinvolgeva nei suoi giochi con naturalezza, senza alcuna discriminazione. Pedro Solís con il suo cortometraggio “Cuerdas” ha vinto il Premio Goya 2014 (gli Oscar spagnoli) come miglior cortometraggio animato.

Questo suo lavoro racconta in maniera spontanea come l’amicizia, un sentimento reale e genuino, è capace di superare ogni limite, oltrepassando quelle barriere mentali sociali che, purtroppo, ancora oggi incontra chi vive una qualsiasi condizione di disabilità.

“Cuerdas” fa capire come instaurare un rapporto con persone che soffrono di disabilità, stringendo amicizie che permettono insieme di superare ogni ostacolo.

I bambini speciali non cercano una cura ai loro limiti. Quello di cui hanno bisogno di più al mondo è essere accettati. Deve essere la società ad adattarsi e raggiungere le persone con disabilità. Non deve essere il bambino con bisogni speciali a integrarsi in un ambiente al quale non può nemmeno accedere.

“Cuerdas” si svolge in un orfanotrofio. Racconta l’amicizia tra Maria e un bambino affetto da paralisi cerebrale, che non può camminare, muoversi nè parlare.

Questo cortometraggio racconta senza vergogna l’animo genuino proprio dei bambini. Lo fa mostrando al pubblico come per la piccola Maria non esistono barriere. Lei infatti, fa di tutto per far sì che nemmeno il suo amico le percepisca. Non solo gioca e fa compagnia al bambino in sedia a rotelle appena arrivato all’orfanotrofio, evitando che venga discriminato a causa della sua condizione fisica, ma credendolo un po’ incapace di fare alcune cose ed un po’ vittima di una “malattia“ passeggera e quindi guaribile.

Maria va oltre. Oltre le barriere e le limitazioni; tutto questo con un pò di ingegno: con l’aiuto delle corde. Nasce e si instaura così un legame indelebile, di quelli in bilico tra l’amicizia e l’amore. Perché il sogno di Maria è quello di insegnargli a camminare, a parlare, sognando persino di ballare insieme.

E quando il suo migliore amico non ci sarà più, Maria avrà dentro di sé i ricordi e la corda che ha “unito” i loro cuori.

L’orfanotrofio dopo vent’anni diventerà un centro di educazione speciale e tra gli operatori, spicca un’insegnate che al polso ha legato un filo di corda.

Si presenta: il mio nome è Maria…

Questo è un corto che va visto col cuore aperto all’amore perché è ciò che vi bersaglierà dal primo frame fino all’ultimo!

Qui di seguito il cortometraggio integrale.

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