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lunedì, 26 Febbraio, 2024

“Erbe e fiori del territorio lucano: un mondo da scoprire” il nuovo libro di Caterina M. Potenza

In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso, i fiori e le piante raccontano storie di luoghi e biodiversità, di usi e tradizioni, di misture, unguenti, profumi e ancora sapori. In questo suo libro, Caterina M. Potenza raccoglie 268 specie di erbe e fiori appartenenti a 59 famiglie diverse, un contributo enorme alla conoscenza della flora spontanea lucana.

Come nasce la passione per i fiori?

Fin da bambina, ricordo che passeggiando raccoglievo sempre dei fiori. Nel libro racconto che da piccola li raccoglievo per i miei giochi e ne avevo perfino uno magico con cui stupivo i miei compagni perché cambiava colore! Si trattava dell’erba perla. Ma, questo bisogno di contatto con la natura, mi ha accompagnato anche nel corso della mia esperienza da insegnante, perché  ho sempre portato i bambini a passeggiare lungo i sentieri. Anche la scelta di lasciare la casa in città, risponde a questa esigenza di toccare la terra, perché la mia passione non è soltanto per la flora spontanea ma anche per le piante coltivate.

Come si è sviluppato il libro?

Come dicevo ho sempre passeggiato nei boschi, e questa cosa si è intensificata quando ho conosciuto mio marito esperto di funghi. Da diversi anni a questa parte però, oltre a fotografare i fiori e le piante ho cominciato a studiarli. Non nasco botanica, non ho fatto questi studi, però mi ci sono impegnata, ho letto, sfogliato, studiato.  Ho una quantità enorme di appunti, ancora tantissimo lavoro da fare, tante piante da determinare ma non volevo che tutto questo andasse perduto, così ho pensato di creare questo volume, per lasciare qualcosa ai miei nipoti.

Chiaramente tutte le informazioni che ho raccolto non potevano starci nel libro, così ho dovuto fare una selezione, perché ho scelto di dare importanza alle immagini, con l’intento di evidenziare anche i fiori “invisibili” quelli che calpesti, ma non li vedi. Delle quasi 900 specie che ho classificato, quindi ne ho fatto una selezione d’insieme, nel senso che ho inserito alcune piante più conosciute perché chi apre il libro non si trovi completamente spaesato. Nel libro ci sono le piante a rischio estinzione, le entità rare, endemiche, esclusive e perfino relitti glaciali.

Quali sono le zone d’indagine?

Ho perlustrato tutte le fasce altitudinali: lungo i fiumi, i laghi, i pantani, sono andata nella fascia collinare, montana e submontana. Quello che mi attrae di più è quella submontana, ma sono stata nei calanchi, nella murgia materana, sul Volturino, insomma ovunque mi manca solo l’alto Pollino! Ho fatto centinaia di escursioni, perché le piante le devi anche seguire, ogni volta un habitat diverso in momenti e stagioni differenti, anche se il periodo più ricco di varietà è la tardo primavera.

Come si fa a riconoscere i fiori?

Per riconoscere il fiore lo devi osservare dalle foglie, il fusto, i semi, perché molti fiori non si riconoscono facilmente, ad esempio le margherite sembrano tutte uguali e invece studiando i vari elementi perfino la peluria che c’è sul calice, sullo stelo oppure sul dorso della foglia si riesce a fare dei distinguo.

In tutti questi anni di escursioni, quanti esemplari di piante non ha più ritrovato?

Certamente ci sono piante che in tutti i giri che ho fatto, ho incontrato una sola volta, pur non essendo specie definite rare, questo perché dipende anche dal cambiamento climatico. Ci sono dei fattori che fanno sì che la pianta si sviluppi in un certo micro habitat, pur non essendo un’entità classificata come rara, infatti, mi è capitato spesso di trovare una pianta solo in un determinato posto, oppure di trovarle solo una volta. Ogni volta che esco, però, il mio scopo è trovare almeno una nuova pianta da determinare! Ultimamente ho rintracciato piante che normalmente vivono in altre zone, ad esempio una pianta che cresce più verso il mare, l’ho trovata lungo il Basento: si tratta della Solanacee peruviana  è una pianta forestiera che per vie diverse è  arrivata fin  qui, evidentemente  lungo il fiume  si è creato un clima più caldo che ha creato un micro habitat ideale.

Una curiosità: a Ruoti esistono delle specie rare?

Nel bosco di Ruoti c’è una pianta che è esclusiva della Basilicata: si tratta di un fiore rosa e che trovi anche nel libro, la Vedovella lucana (Knautia lucana). Della stessa famiglia ce ne sono moltissime somiglianti, ma questa ha dei particolari nelle foglie, nei separi e negli steli che la rendono unica.

Che valore ha pubblicare un volume del genere oggi?

Sicuramente di stimolare la curiosità e invogliare a conoscere la flora spontanea, perché conoscere la natura è condizione fondamentale per tutelare la biodiversità.  Non si può considerare la flora spontanea tutta erbaccia, ogni elemento dell’ecosistema è bellezza e va rispettato, si tratta di un patrimonio che fa parte del nostro vivere. Non tutti sanno ad esempio che esiste una lista rossa delle piante protette, che sono indicate come vulnerabili, a rischio estinzione, e di cui è vietata la raccolta, sono tutte informazioni che ho inserito nella descrizione di ciascun esemplare. Tra le piante protette ad esempio, ci sono le orchidee la cui raccolta è vietata e invece altre tipologie per cui è possibile coglierne massimo dieci assi a persona. Ecco perché lo scopo del libro è indirizzato alla conoscenza e tutela.

Questo volume rappresenta anche un a contributo, una mappatura della flora spontanea?

Il contributo di questo libro sta proprio nella chiarezza delle immagini, nella possibilità di riconoscere la pianta con molta facilità, è un testo immediato. È pur vero che non ci sono molti testi sulle erbe spontanee della Basilicata, il principale è di Gavioli “Synopsis Florae Lucanae” e in ogni caso le immagini sono molto piccole. Il mio intento era proprio quello di stimolare l’attenzione e favorire la conoscenza attraverso le fotografie.

“Erbe e fiori del territorio lucano: un mondo da scoprire” accompagna il lettore in una passeggiata immaginaria per prati, boschi, sentieri, alla scoperta di un mondo affascinante, per trasmettere lo stupore e l’ammirazione per l’inattesa bellezza presente in ogni fiore, dal più vistoso al più timido e nascosto.

In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso, i fiori e le piante raccontano storie di luoghi e biodiversità, di usi e tradizioni, di misture, unguenti, profumi e ancora sapori. In questo suo libro, Caterina M. Potenza raccoglie 268 specie di erbe e fiori appartenenti a 59 famiglie diverse, un contributo enorme alla conoscenza della flora spontanea lucana.

Come nasce la passione per i fiori?

Fin da bambina, ricordo che passeggiando raccoglievo sempre dei fiori. Nel libro racconto che da piccola li raccoglievo per i miei giochi e ne avevo perfino uno magico con cui stupivo i miei compagni perché cambiava colore! Si trattava dell’erba perla. Ma, questo bisogno di contatto con la natura, mi ha accompagnato anche nel corso della mia esperienza da insegnante, perché  ho sempre portato i bambini a passeggiare lungo i sentieri. Anche la scelta di lasciare la casa in città, risponde a questa esigenza di toccare la terra, perché la mia passione non è soltanto per la flora spontanea ma anche per le piante coltivate.

Come si è sviluppato il libro?

Come dicevo ho sempre passeggiato nei boschi, e questa cosa si è intensificata quando ho conosciuto mio marito esperto di funghi. Da diversi anni a questa parte però, oltre a fotografare i fiori e le piante ho cominciato a studiarli. Non nasco botanica, non ho fatto questi studi, però mi ci sono impegnata, ho letto, sfogliato, studiato.  Ho una quantità enorme di appunti, ancora tantissimo lavoro da fare, tante piante da determinare ma non volevo che tutto questo andasse perduto, così ho pensato di creare questo volume, per lasciare qualcosa ai miei nipoti.

Chiaramente tutte le informazioni che ho raccolto non potevano starci nel libro, così ho dovuto fare una selezione, perché ho scelto di dare importanza alle immagini, con l’intento di evidenziare anche i fiori “invisibili” quelli che calpesti, ma non li vedi. Delle quasi 900 specie che ho classificato, quindi ne ho fatto una selezione d’insieme, nel senso che ho inserito alcune piante più conosciute perché chi apre il libro non si trovi completamente spaesato. Nel libro ci sono le piante a rischio estinzione, le entità rare, endemiche, esclusive e perfino relitti glaciali.

Quali sono le zone d’indagine?

Ho perlustrato tutte le fasce altitudinali: lungo i fiumi, i laghi, i pantani, sono andata nella fascia collinare, montana e submontana. Quello che mi attrae di più è quella submontana, ma sono stata nei calanchi, nella murgia materana, sul Volturino, insomma ovunque mi manca solo l’alto Pollino! Ho fatto centinaia di escursioni, perché le piante le devi anche seguire, ogni volta un habitat diverso in momenti e stagioni differenti, anche se il periodo più ricco di varietà è la tardo primavera.

Come si fa a riconoscere i fiori?

Per riconoscere il fiore lo devi osservare dalle foglie, il fusto, i semi, perché molti fiori non si riconoscono facilmente, ad esempio le margherite sembrano tutte uguali e invece studiando i vari elementi perfino la peluria che c’è sul calice, sullo stelo oppure sul dorso della foglia si riesce a fare dei distinguo.

In tutti questi anni di escursioni, quanti esemplari di piante non ha più ritrovato?

Certamente ci sono piante che in tutti i giri che ho fatto, ho incontrato una sola volta, pur non essendo specie definite rare, questo perché dipende anche dal cambiamento climatico. Ci sono dei fattori che fanno sì che la pianta si sviluppi in un certo micro habitat, pur non essendo un’entità classificata come rara, infatti, mi è capitato spesso di trovare una pianta solo in un determinato posto, oppure di trovarle solo una volta. Ogni volta che esco, però, il mio scopo è trovare almeno una nuova pianta da determinare! Ultimamente ho rintracciato piante che normalmente vivono in altre zone, ad esempio una pianta che cresce più verso il mare, l’ho trovata lungo il Basento: si tratta della Solanacee peruviana  è una pianta forestiera che per vie diverse è  arrivata fin  qui, evidentemente  lungo il fiume  si è creato un clima più caldo che ha creato un micro habitat ideale.

Una curiosità: a Ruoti esistono delle specie rare?

Nel bosco di Ruoti c’è una pianta che è esclusiva della Basilicata: si tratta di un fiore rosa e che trovi anche nel libro, la Vedovella lucana (Knautia lucana). Della stessa famiglia ce ne sono moltissime somiglianti, ma questa ha dei particolari nelle foglie, nei separi e negli steli che la rendono unica.

Che valore ha pubblicare un volume del genere oggi?

Sicuramente di stimolare la curiosità e invogliare a conoscere la flora spontanea, perché conoscere la natura è condizione fondamentale per tutelare la biodiversità.  Non si può considerare la flora spontanea tutta erbaccia, ogni elemento dell’ecosistema è bellezza e va rispettato, si tratta di un patrimonio che fa parte del nostro vivere. Non tutti sanno ad esempio che esiste una lista rossa delle piante protette, che sono indicate come vulnerabili, a rischio estinzione, e di cui è vietata la raccolta, sono tutte informazioni che ho inserito nella descrizione di ciascun esemplare. Tra le piante protette ad esempio, ci sono le orchidee la cui raccolta è vietata e invece altre tipologie per cui è possibile coglierne massimo dieci assi a persona. Ecco perché lo scopo del libro è indirizzato alla conoscenza e tutela.

Questo volume rappresenta anche un a contributo, una mappatura della flora spontanea?

Il contributo di questo libro sta proprio nella chiarezza delle immagini, nella possibilità di riconoscere la pianta con molta facilità, è un testo immediato. È pur vero che non ci sono molti testi sulle erbe spontanee della Basilicata, il principale è di Gavioli “Synopsis Florae Lucanae” e in ogni caso le immagini sono molto piccole. Il mio intento era proprio quello di stimolare l’attenzione e favorire la conoscenza attraverso le fotografie.

“Erbe e fiori del territorio lucano: un mondo da scoprire” accompagna il lettore in una passeggiata immaginaria per prati, boschi, sentieri, alla scoperta di un mondo affascinante, per trasmettere lo stupore e l’ammirazione per l’inattesa bellezza presente in ogni fiore, dal più vistoso al più timido e nascosto.

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