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giovedì, 23 Maggio, 2024

31 NOTTURNI, IL NUOVO LIBRO DI VALERIO MONACO E IVAN MECCA

“Un’ombra vagava nell’oscurità, per fame. La sua caccia un giorno finì e riuscì ad avere la sua preda.”

Valerio Monacò e Ivan Mecca, sono due giovani lucani che con “31 Notturni” si cimentano in un genere inedito per la letteratura lucana: «una sorta di West oscuro e orrifico dove l’essere umano è esposto alle forze della terra e dello spazio profondo. Canti che partono dalla tradizione americana figlia di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft per giungere al gotico rurale dei nostrani Carlo H. De’ Medici e Giovanni Magherini-Graziani». 

Trentuno racconti basati su fatti realmente accaduti, che attingono alla parte più oscura della nostra tradizione popolare, come ci raccontano gli stessi autori: «è un’opera che vuole cristallizzare le nostre radici e tutto ciò che ha riguardato il nostro. A noi interessava raccontare di queste fragili anime che ci sono state narrate dagli anziani e mantenere le loro vite anche dopo la morte».

Già la copertina contribuisce a creare il senso di mistero dove «è rappresentata una prefica, ovvero una professionista del pianto. Una donna che partecipava sempre ai funerali proprio per aumentare l’enfasi della tristezza di quel momento. È un incrocio tra questa donna del pianto e la “masciara” una figura a noi molto cara. Ma sulla copertina sono stilizzati anche altri emblemi, come le montagne ad indicare le dolomiti, un lupo, l’ombra di un crocifisso e gli alberi. Tutto ciò che racchiude l’anima selvaggia della Basilicata».

Anche il titolo ha un significato molto preciso perché «31 notturni è un omaggio all’atmosfera delle storie raccontate, molte delle quali si svolgono di notte, ma, vuole essere un omaggio anche ai notturni di Chopin. Per quanto riguarda il numero trentuno, il testo è stato concepito sin dall’inizio per contenere trentuno storie, ma è anche un riferimento al 31 ottobre, la festa di Halloween. Tant’è che il libro è uscito proprio quel giorno».

31 Notturni, è un viaggio non solo attraverso la Basilicata perché ogni storia ha un preciso riferimento geografico di un paese lucano, nei quali è ambientata; ma questi racconti sono anche canovacci di storie che si ripetono sempre, ciclicamente in posti diversi nel mondo, dal folklore del sud degli USA  all’Inghilterra vittoriana.

«Con questo lavoro abbiamo cercato di dare una dignità letteraria alla nostra regione che si sta spopolando rapidamente. Un tentativo di creare qualcosa che finora è un unicum nella storia del nostro territorio, credo meriti di essere letto».

“Un’ombra vagava nell’oscurità, per fame. La sua caccia un giorno finì e riuscì ad avere la sua preda.”

Valerio Monacò e Ivan Mecca, sono due giovani lucani che con “31 Notturni” si cimentano in un genere inedito per la letteratura lucana: «una sorta di West oscuro e orrifico dove l’essere umano è esposto alle forze della terra e dello spazio profondo. Canti che partono dalla tradizione americana figlia di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft per giungere al gotico rurale dei nostrani Carlo H. De’ Medici e Giovanni Magherini-Graziani». 

Trentuno racconti basati su fatti realmente accaduti, che attingono alla parte più oscura della nostra tradizione popolare, come ci raccontano gli stessi autori: «è un’opera che vuole cristallizzare le nostre radici e tutto ciò che ha riguardato il nostro. A noi interessava raccontare di queste fragili anime che ci sono state narrate dagli anziani e mantenere le loro vite anche dopo la morte».

Già la copertina contribuisce a creare il senso di mistero dove «è rappresentata una prefica, ovvero una professionista del pianto. Una donna che partecipava sempre ai funerali proprio per aumentare l’enfasi della tristezza di quel momento. È un incrocio tra questa donna del pianto e la “masciara” una figura a noi molto cara. Ma sulla copertina sono stilizzati anche altri emblemi, come le montagne ad indicare le dolomiti, un lupo, l’ombra di un crocifisso e gli alberi. Tutto ciò che racchiude l’anima selvaggia della Basilicata».

Anche il titolo ha un significato molto preciso perché «31 notturni è un omaggio all’atmosfera delle storie raccontate, molte delle quali si svolgono di notte, ma, vuole essere un omaggio anche ai notturni di Chopin. Per quanto riguarda il numero trentuno, il testo è stato concepito sin dall’inizio per contenere trentuno storie, ma è anche un riferimento al 31 ottobre, la festa di Halloween. Tant’è che il libro è uscito proprio quel giorno».

31 Notturni, è un viaggio non solo attraverso la Basilicata perché ogni storia ha un preciso riferimento geografico di un paese lucano, nei quali è ambientata; ma questi racconti sono anche canovacci di storie che si ripetono sempre, ciclicamente in posti diversi nel mondo, dal folklore del sud degli USA  all’Inghilterra vittoriana.

«Con questo lavoro abbiamo cercato di dare una dignità letteraria alla nostra regione che si sta spopolando rapidamente. Un tentativo di creare qualcosa che finora è un unicum nella storia del nostro territorio, credo meriti di essere letto».

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