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lunedì, 26 Febbraio, 2024

Rocco Benvenuto

Nell’anno 1990 Padre Rocco Benvenuto risiedeva al convento di San Francesco a Paola in unione agli altri membri della comunità religiosa. In data 6 luglio di quell’anno m’inviava una lettera per comunicarmi che aveva ricevuto il mio contributo per il II Convegno Internazionale di studio “Fede, pietà,religiosità popolare e San Francesco di Paola” fissato per il 7-9 dicembre. Ciò posto, si augurava che tutto fosse stato eseguito secondo le indicazioni già fornite e mi segnalava possibili fonti documentarie dove attingere. Non avevo rapporti personali, per cui, trovandomi nella città del Santo nel frangente di un matrimonio di una mia parente, mi sono sentito in dovere di andarlo a conoscere. E a chi ne ho domandato? Al Padre Rettore, che passeggiava con alcuni confratelli e a che a distanza di tempo sarebbe stato consacrato
arcivescovo di Reggio Calabria, p. Giuseppe Fiorini Morosini. Il convegno, cui ho partecipato con Enzo D’Agostino, Natale Pagano e altri amici, ai quali mi ero curato di far estendere l’invito, si è svolto nella data prevista sotto l’egida del padre generale Alessandro Galuzzi. Durante lo svolgimento di esso ho avuto l’opportunità di fare interessanti esperienze, come nella trasferta a Corigliano e nella visita alla biblioteca con cicerone esperto, manco a dirsi, il sempre gioviale p. Rocco. Non si pensava proprio di poter visitare l’edificio monacale al completo, ma uno strano caso ci è stato proprio favorevole. Un pomeriggio stavamo per uscire dalla chiesa per portarci nel salone distante una decina o poco più di metri quando dal cielo è venuta giù tanta di quella pioggia scrosciante da non potercelo assolutamente permettere. Allora che ti ha escogitato p. Rocco! Una cosa forse raramente permessa a persone al di fuori dell’Ordine. Ci ha condotto per un dedalo di corridoi e corridoi, stanze e stanze, scale e scale fino a che non siamo andati a finire addirittura dentro il salone. Per pochi metri abbiamo compiuto probabilmente dei chilometri. Dopo la prima esperienza siamo rimasti molto amici con p. Rocco e abbiamo avuto occasione di vederci più volte, in quanto anche lui era stato associato alla Deputazione di Storia Patria. Era sempre molto bello incontrarci: la sua gioiosità e l’amichevole tratto si ponevano di norma in primo piano. Nel 1997 ci siamo ritrovati a Polistena per la presentazione del libro di Giovanni Russo, “Polistena Il Convento e la Chiesa di San Francesco” da lui officiata con la competenza e l’eloquio che lo caratterizzavano. In successione, il 19 marzo 2005, è stata invece la volta di Anoia, dove entrambi siamo stati presenti con una relazione all’incontro sul “Nuovo stemma e gonfalone del Comune di Anoia”. Ma ci siamo visti anche in vari altri appuntamenti.


P. Rocco, nato a Corigliano Calabro il 4 agosto 1960, si è accostato alla congregazione dei frati minimi nella sede di Paola nel 1974. Ha seguito i vari gradi fino all’emissione dei voti solenni nel 1985. Due anni dopo, nel 1987, riceveva l’ordinazione sacerdotale. Durante la permanenza nell’istituto ha fatto di tutto. È stato bibliotecario, cappellano, vice parroco a Longobardi Marina, parroco a Cosenza, quindi dal 2007 al 2013 Correttore Provinciale. Indi si è portato a Pizzo Calabro, dove ha esercitato le mansioni di vice parroco fino alla fine dei suoi giorni, il 28 novembre del 2018. Nel 2013 aveva trascorso un periodo anche in Messico. Dato il suo ruolo di studioso e di giornalista pubblicista, ha tenuto anche l’impegno della direzione della rivista “La Voce del Santuario”. È stato il primo direttore dell’Istituto Teologico di Cosenza.


All’indomani del decesso, improvviso, il Vicario provinciale p. Antonio Bottino O. M. lo ha definito sulla rivista “Parola di vita”: “Uomo di cultura, conosciuto ed apprezzato in tutta la Calabria per la sua intensa preparazione e competenza storica”. Tre momenti particolari hanno caratterizzato nel mese di febbraio del 2018 la vita della cittadina di Paola e della Calabria in senso lato: la celebrazione del Primo Centenario della Chiesa Conventuale a Basilica Minore, l’intitolazione di una strada a San Nicola Saggio da Longobardi e l’apposizione di una targa a ricordo di p. Rocco (giorno 7) proprio all’inizio della strada che dalla SS. 18 porta al Santuario. Per il
solenne momento vi sono confluite autorità religiose, civili e militari comprese quelle del di lui paese natale, oggi Corigliano-Rossano. Padre Rocco è stato autore di svariati studi soprattutto di carattere monastico, ma il merito maggiore glielo si dà per quanto ha operato a riguardo di una biografia di S. Francesco, “Vita del glorioso padre San Francesco di Paola” scritta da un anonimo calabrese e copiata nel 1560 nel convento di Corigliano, presentata nella sede della Biblioteca Nazionale di Cosenza l’11 maggio 2018.

La pubblicazione, edita postuma da Rubbettino, è stata curata dal vescovo Mons. Fiorini Morosini e dal prof. Rosario Quaranta, socio della Società di Storia Patria per la Puglia. L’opera, come ci si avvisa: “raccoglie gli approfondimenti storiografici di padre Rocco Benvenuto dei Minimi che ha dedicato generosamente tutta la sua vita al Fondatore del suo Ordine”. Così nella Prefazione del presule: «Non nascondo commozione ed emozione nell’accingermi a stendere la prefazione al presente volume, che ha alle sue basi ricerche inedite effettuate
dal compianto padre Rocco Benvenuto, che il Signore ha chiamato a sé improvvisamente la notte tra il 27 e il 28 novembre dello scorso anno. Commozione nel ricordare il confratello e l’amico con il quale ho condiviso progetti di vita, ricerche storiche e riflessioni spirituali, uniti dallo stesso amore profondo al comune Fondatore, alla comune famiglia religiosa, al comune carisma, che abbiamo studiato assieme su due fronti diversi, il mio teologico e il suo storico. Emozione nel poter consegnare agli studiosi del Paolano questa sua fatica, anche se incompiuta, sulla Vita San Francisci del discepolo Anonimo contemporaneo, che lui aveva
già preannunziato in diverse occasioni».


Morosini, infine, così tiene poi a precisare: «ci auguriamo che tutto il materiale archivistico accumulato dal Benvenuto in oltre quarant’anni di ricerche non vada perduto, ma, raccolto, inventariato e organizzato, possa far parte di un settore particolare della Biblioteca del Santuario di Paola, da lui conosciuta e studiata molto approfonditamente nel suo patrimonio librario. Quando sarà ultimata la raccolta dei titoli di tutti i suoi scritti, ci renderemo conto della vastità della sua indagine e dei contributi offerti per la storia di san Francesco di Paola e del suo Ordine. Ricordo solo alcuni temi: la raccolta dei nomi dei primi discepoli di san Francesco a Paola e a Tours, pubblicata nella Prosopografia. Un lavoro questo, che, pur apparendo molto semplice in quanto freddo elenco di nomi, ha richiesto una ricerca severa e attenta, offrendo i riferimenti documentari di ogni singolo religioso, che si è messo al seguito dell’Eremita di Paola dagi inizi della fondazione eremitica sino alla sua morte».


Alla solerte attività di ricerca di p. Rocco, oltre al lavoro sul santo delle Calabrie, si debbono parecchie altre fatiche distribuite in atti di convegni e riviste. Tra varie: San Francesco di Paola Religiosi del Cosentino luoghi, predicazioni, itinerari spirituali (Pubblisfera 2002), San Francesco di Paola Eremita e fondatore dei Minimi (Elledieci 2012), Vescovi in Calabria nell’età postridentina 1564-1734 (Chiesa e società nel
Mezzogiorno moderno e contemporaneo 1995), I patronati di San Francesco di Paola nel regno di Napoli (Atti del Convegno di Stilo su Campanella 1999), La Santità impostata: i santi patroni della città di Bisignano (atti convegno di studi “I santi della chiesa bisignanese tra realtà storica e tradizione popolare, 1999), Mons. Giovanni Antonio Facchinetti e il sinodo diocesano di Nicastro del 1564 (Studi in onore di
Maria Mariotti 1999). Ancora nel 1999 allestirà “Paola dalle origini alla fine del Quattrocento” per il volume della Banca Popolare di Crotone edito dalla Rubbettino. Altri interessanti studi si possono riscontrare nelle annate della “Voce del Santuario” e in “Calabria Letteraria” (1981-2001).

Nell’anno 1990 Padre Rocco Benvenuto risiedeva al convento di San Francesco a Paola in unione agli altri membri della comunità religiosa. In data 6 luglio di quell’anno m’inviava una lettera per comunicarmi che aveva ricevuto il mio contributo per il II Convegno Internazionale di studio “Fede, pietà,religiosità popolare e San Francesco di Paola” fissato per il 7-9 dicembre. Ciò posto, si augurava che tutto fosse stato eseguito secondo le indicazioni già fornite e mi segnalava possibili fonti documentarie dove attingere. Non avevo rapporti personali, per cui, trovandomi nella città del Santo nel frangente di un matrimonio di una mia parente, mi sono sentito in dovere di andarlo a conoscere. E a chi ne ho domandato? Al Padre Rettore, che passeggiava con alcuni confratelli e a che a distanza di tempo sarebbe stato consacrato
arcivescovo di Reggio Calabria, p. Giuseppe Fiorini Morosini. Il convegno, cui ho partecipato con Enzo D’Agostino, Natale Pagano e altri amici, ai quali mi ero curato di far estendere l’invito, si è svolto nella data prevista sotto l’egida del padre generale Alessandro Galuzzi. Durante lo svolgimento di esso ho avuto l’opportunità di fare interessanti esperienze, come nella trasferta a Corigliano e nella visita alla biblioteca con cicerone esperto, manco a dirsi, il sempre gioviale p. Rocco. Non si pensava proprio di poter visitare l’edificio monacale al completo, ma uno strano caso ci è stato proprio favorevole. Un pomeriggio stavamo per uscire dalla chiesa per portarci nel salone distante una decina o poco più di metri quando dal cielo è venuta giù tanta di quella pioggia scrosciante da non potercelo assolutamente permettere. Allora che ti ha escogitato p. Rocco! Una cosa forse raramente permessa a persone al di fuori dell’Ordine. Ci ha condotto per un dedalo di corridoi e corridoi, stanze e stanze, scale e scale fino a che non siamo andati a finire addirittura dentro il salone. Per pochi metri abbiamo compiuto probabilmente dei chilometri. Dopo la prima esperienza siamo rimasti molto amici con p. Rocco e abbiamo avuto occasione di vederci più volte, in quanto anche lui era stato associato alla Deputazione di Storia Patria. Era sempre molto bello incontrarci: la sua gioiosità e l’amichevole tratto si ponevano di norma in primo piano. Nel 1997 ci siamo ritrovati a Polistena per la presentazione del libro di Giovanni Russo, “Polistena Il Convento e la Chiesa di San Francesco” da lui officiata con la competenza e l’eloquio che lo caratterizzavano. In successione, il 19 marzo 2005, è stata invece la volta di Anoia, dove entrambi siamo stati presenti con una relazione all’incontro sul “Nuovo stemma e gonfalone del Comune di Anoia”. Ma ci siamo visti anche in vari altri appuntamenti.


P. Rocco, nato a Corigliano Calabro il 4 agosto 1960, si è accostato alla congregazione dei frati minimi nella sede di Paola nel 1974. Ha seguito i vari gradi fino all’emissione dei voti solenni nel 1985. Due anni dopo, nel 1987, riceveva l’ordinazione sacerdotale. Durante la permanenza nell’istituto ha fatto di tutto. È stato bibliotecario, cappellano, vice parroco a Longobardi Marina, parroco a Cosenza, quindi dal 2007 al 2013 Correttore Provinciale. Indi si è portato a Pizzo Calabro, dove ha esercitato le mansioni di vice parroco fino alla fine dei suoi giorni, il 28 novembre del 2018. Nel 2013 aveva trascorso un periodo anche in Messico. Dato il suo ruolo di studioso e di giornalista pubblicista, ha tenuto anche l’impegno della direzione della rivista “La Voce del Santuario”. È stato il primo direttore dell’Istituto Teologico di Cosenza.


All’indomani del decesso, improvviso, il Vicario provinciale p. Antonio Bottino O. M. lo ha definito sulla rivista “Parola di vita”: “Uomo di cultura, conosciuto ed apprezzato in tutta la Calabria per la sua intensa preparazione e competenza storica”. Tre momenti particolari hanno caratterizzato nel mese di febbraio del 2018 la vita della cittadina di Paola e della Calabria in senso lato: la celebrazione del Primo Centenario della Chiesa Conventuale a Basilica Minore, l’intitolazione di una strada a San Nicola Saggio da Longobardi e l’apposizione di una targa a ricordo di p. Rocco (giorno 7) proprio all’inizio della strada che dalla SS. 18 porta al Santuario. Per il
solenne momento vi sono confluite autorità religiose, civili e militari comprese quelle del di lui paese natale, oggi Corigliano-Rossano. Padre Rocco è stato autore di svariati studi soprattutto di carattere monastico, ma il merito maggiore glielo si dà per quanto ha operato a riguardo di una biografia di S. Francesco, “Vita del glorioso padre San Francesco di Paola” scritta da un anonimo calabrese e copiata nel 1560 nel convento di Corigliano, presentata nella sede della Biblioteca Nazionale di Cosenza l’11 maggio 2018.

La pubblicazione, edita postuma da Rubbettino, è stata curata dal vescovo Mons. Fiorini Morosini e dal prof. Rosario Quaranta, socio della Società di Storia Patria per la Puglia. L’opera, come ci si avvisa: “raccoglie gli approfondimenti storiografici di padre Rocco Benvenuto dei Minimi che ha dedicato generosamente tutta la sua vita al Fondatore del suo Ordine”. Così nella Prefazione del presule: «Non nascondo commozione ed emozione nell’accingermi a stendere la prefazione al presente volume, che ha alle sue basi ricerche inedite effettuate
dal compianto padre Rocco Benvenuto, che il Signore ha chiamato a sé improvvisamente la notte tra il 27 e il 28 novembre dello scorso anno. Commozione nel ricordare il confratello e l’amico con il quale ho condiviso progetti di vita, ricerche storiche e riflessioni spirituali, uniti dallo stesso amore profondo al comune Fondatore, alla comune famiglia religiosa, al comune carisma, che abbiamo studiato assieme su due fronti diversi, il mio teologico e il suo storico. Emozione nel poter consegnare agli studiosi del Paolano questa sua fatica, anche se incompiuta, sulla Vita San Francisci del discepolo Anonimo contemporaneo, che lui aveva
già preannunziato in diverse occasioni».


Morosini, infine, così tiene poi a precisare: «ci auguriamo che tutto il materiale archivistico accumulato dal Benvenuto in oltre quarant’anni di ricerche non vada perduto, ma, raccolto, inventariato e organizzato, possa far parte di un settore particolare della Biblioteca del Santuario di Paola, da lui conosciuta e studiata molto approfonditamente nel suo patrimonio librario. Quando sarà ultimata la raccolta dei titoli di tutti i suoi scritti, ci renderemo conto della vastità della sua indagine e dei contributi offerti per la storia di san Francesco di Paola e del suo Ordine. Ricordo solo alcuni temi: la raccolta dei nomi dei primi discepoli di san Francesco a Paola e a Tours, pubblicata nella Prosopografia. Un lavoro questo, che, pur apparendo molto semplice in quanto freddo elenco di nomi, ha richiesto una ricerca severa e attenta, offrendo i riferimenti documentari di ogni singolo religioso, che si è messo al seguito dell’Eremita di Paola dagi inizi della fondazione eremitica sino alla sua morte».


Alla solerte attività di ricerca di p. Rocco, oltre al lavoro sul santo delle Calabrie, si debbono parecchie altre fatiche distribuite in atti di convegni e riviste. Tra varie: San Francesco di Paola Religiosi del Cosentino luoghi, predicazioni, itinerari spirituali (Pubblisfera 2002), San Francesco di Paola Eremita e fondatore dei Minimi (Elledieci 2012), Vescovi in Calabria nell’età postridentina 1564-1734 (Chiesa e società nel
Mezzogiorno moderno e contemporaneo 1995), I patronati di San Francesco di Paola nel regno di Napoli (Atti del Convegno di Stilo su Campanella 1999), La Santità impostata: i santi patroni della città di Bisignano (atti convegno di studi “I santi della chiesa bisignanese tra realtà storica e tradizione popolare, 1999), Mons. Giovanni Antonio Facchinetti e il sinodo diocesano di Nicastro del 1564 (Studi in onore di
Maria Mariotti 1999). Ancora nel 1999 allestirà “Paola dalle origini alla fine del Quattrocento” per il volume della Banca Popolare di Crotone edito dalla Rubbettino. Altri interessanti studi si possono riscontrare nelle annate della “Voce del Santuario” e in “Calabria Letteraria” (1981-2001).

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