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lunedì, 26 Febbraio, 2024

L’associazione Recupero Tradizioni Ruotesi piange la scomparsa del cittadino onorario Gerardo Maria Cantore

RUOTI. Era contento, di quella contentezza che è propria di chi ancora riesce ad emozionarsi, nonostante l’età e nonostante l’essere “uomo navigato” nelle varie esperienze della vita. L’avvocato Gerardo Maria Cantore non aveva trattenuto quella lacrima di commozione e di gratitudine la sera del 22 dicembre dello scorso anno durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Ruoti. Una cerimonia all’insegna della narrazione carica di pathos e coinvolgente quella che il già Magistrato con riconoscenza regalava per l’occasione.

Gli brillavano gli occhi carichi di ricordi ancora fervidi e vividi di quella madre che nel 1944, negli anni della Seconda guerra mondiale, con la sua carrozzella era arrivata a Ruoti su indicazioni del marito, dopo la partenza-fuga da Asmara lasciandolo fuggitivo in Eritrea, e lui il piccolo Gerardo di soli cinque anni stordito dai fatti di quel tempo e dai pericoli del mare sul piroscafo Giulio Cesare, seguiva la madre nella speranza di trovare ospitalità nel paese natio del suo papà.

Durante quella serata emozionante Gerardo ricordava l’affetto, la generosità e la solidarietà dei cittadini ruotesi, degli zii e parenti in quei tre anni di permanenza che “sono stati –diceva quasi sopraffatto dalle lacrime- i più felici della mia vita”.

E riprendendo la stessa testimonianza di Cantore sulla “consapevolezza che Ruoti entra nella cronaca della mia vita, e tutto diventa palpitante, è una realtà concreta e non solo di ricordi”, questo stesso sentire ora appartiene all’associazione Recupero Tradizioni Ruotesi che a circa venti giorni dalla scomparsa (31 maggio u.s.) del cittadino onorario, avverte un vuoto e rinnova al contempo la gratitudine a Cantore così espressa dal presidente Felice Faraone che negli anni ha consolidato una forte amicizia e un legame di grande collaborazione nel riscoprire e tenere viva il potenziale culturale della tradizione locale: “Per noi è scomparso un fratello e un caro amico, immensa l’ammirazione e la stima per un uomo che è stato vicino all’associazione e al suo paese. Solo un rammarico, avremmo potuto conferirgli la cittadinanza molto prima, ma siamo contenti di aver regalato quell’ultimo tassello della fanciullezza di Cantore che lo aveva accompagnato durante l’intera esistenza”.

Tornando alla sera del 22 dicembre 2022, conferimento della cittadinanza onoraria, Cantore era arrivato insieme alla moglie, la figlia e il genero da Napoli, dove viveva. Un cerimoniale per lui vissuto nell’intimità familiare, alla presenza del Sindaco Franco Gentilesca, di una rappresentanza di cittadini e dell’intero gruppo dell’associazione Recupero Tradizioni Ruotesi che nella persona del presidente Felice Faraone, in qualità di consigliere comunale, aveva chiesto (nota del 29 settembre 2022) che Gerardo Maria Cantore diventasse cittadino onorario “per i preziosi contributi nelle ricerche storiche e opere letterarie donate”, e ottenuto con delibera n. 63 del 12 dicembre, il conferimento della cittadinanza.

Un momento celebrativo significativo da parte dei rappresentanti istituzionali della Comunità ruotese che gli riconosceva tutto il valore di un cittadino onorario, quasi a voler condividere e fare proprio quel socio della Società napoletana di Storia patria, nella sede del maschio Angioino, dove è custodita la biblioteca di Benedetto Croce, quale era appunto Gerardo Maria Cantone. Ed è proprio in questa veste che è arrivato il contributo determinante alle ricerche storiche nonché la donazione di opere letterarie alla comunità ruotese, sempre per il tramite dell’Associazione culturale Recupero Tradizioni Ruotesi.

E nell’elenco delle collaborazioni all’accrescimento della ricerca e della memoria storica ruotese, la pubblicazione del libro “Asmara Napoli. Cronaca di una piccola odissea” (2007), memorie di un ragazzo della Seconda guerra mondiale durante il viaggio dell’Africa passando per Ruoti a Napoli; le ricerche e il recupero della documentazione storica sul garibaldino ruotese Franco Pisanti Estratto del giornale Il Gazzettino di Basilicata n. 132 – 1885 (2009); la stesura del testo “La gente, la terra, il borgo antico di Ruoti in Lucania”, nelle fotografie di Antonio Iacobuzzi (2010); le ricerche e il recupero della documentazione sull’architetto Giuseppe Pisanti (Archivio di Stato di Napoli) “Ricordi autobiografici Giuseppe Pisanti, Napoli 1896” (2011), nonché l’importante recupero del Catasto onciario di Ruoti del 1750.

Tutto ciò a testimoniare come in un grande puzzle della vita, l’incontro di Gerardo Maria Cantore bambino di cinque anni con la comunità di Ruoti, tenuto vivo negli anni, si è poi completato con quell’ultimo tassello della cittadinanza onoraria.

E chiudiamo con le parole del ricordo da parte del presidente dell’associazione Recupero Tradizioni Ruotesi e dei suoi soci, Felice Faraone: “Il 31 maggio il cittadino onorario di Ruoti, Gerardo Maria Cantore ci ha consegnato una grande responsabilità, quella di tenere sempre viva la presenza dei suoi figli tutti, sparsi in ogni luogo, affinché le future generazioni non dimentichino le proprie radici e l’intera storia della comunità”.

RUOTI. Era contento, di quella contentezza che è propria di chi ancora riesce ad emozionarsi, nonostante l’età e nonostante l’essere “uomo navigato” nelle varie esperienze della vita. L’avvocato Gerardo Maria Cantore non aveva trattenuto quella lacrima di commozione e di gratitudine la sera del 22 dicembre dello scorso anno durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Ruoti. Una cerimonia all’insegna della narrazione carica di pathos e coinvolgente quella che il già Magistrato con riconoscenza regalava per l’occasione.

Gli brillavano gli occhi carichi di ricordi ancora fervidi e vividi di quella madre che nel 1944, negli anni della Seconda guerra mondiale, con la sua carrozzella era arrivata a Ruoti su indicazioni del marito, dopo la partenza-fuga da Asmara lasciandolo fuggitivo in Eritrea, e lui il piccolo Gerardo di soli cinque anni stordito dai fatti di quel tempo e dai pericoli del mare sul piroscafo Giulio Cesare, seguiva la madre nella speranza di trovare ospitalità nel paese natio del suo papà.

Durante quella serata emozionante Gerardo ricordava l’affetto, la generosità e la solidarietà dei cittadini ruotesi, degli zii e parenti in quei tre anni di permanenza che “sono stati –diceva quasi sopraffatto dalle lacrime- i più felici della mia vita”.

E riprendendo la stessa testimonianza di Cantore sulla “consapevolezza che Ruoti entra nella cronaca della mia vita, e tutto diventa palpitante, è una realtà concreta e non solo di ricordi”, questo stesso sentire ora appartiene all’associazione Recupero Tradizioni Ruotesi che a circa venti giorni dalla scomparsa (31 maggio u.s.) del cittadino onorario, avverte un vuoto e rinnova al contempo la gratitudine a Cantore così espressa dal presidente Felice Faraone che negli anni ha consolidato una forte amicizia e un legame di grande collaborazione nel riscoprire e tenere viva il potenziale culturale della tradizione locale: “Per noi è scomparso un fratello e un caro amico, immensa l’ammirazione e la stima per un uomo che è stato vicino all’associazione e al suo paese. Solo un rammarico, avremmo potuto conferirgli la cittadinanza molto prima, ma siamo contenti di aver regalato quell’ultimo tassello della fanciullezza di Cantore che lo aveva accompagnato durante l’intera esistenza”.

Tornando alla sera del 22 dicembre 2022, conferimento della cittadinanza onoraria, Cantore era arrivato insieme alla moglie, la figlia e il genero da Napoli, dove viveva. Un cerimoniale per lui vissuto nell’intimità familiare, alla presenza del Sindaco Franco Gentilesca, di una rappresentanza di cittadini e dell’intero gruppo dell’associazione Recupero Tradizioni Ruotesi che nella persona del presidente Felice Faraone, in qualità di consigliere comunale, aveva chiesto (nota del 29 settembre 2022) che Gerardo Maria Cantore diventasse cittadino onorario “per i preziosi contributi nelle ricerche storiche e opere letterarie donate”, e ottenuto con delibera n. 63 del 12 dicembre, il conferimento della cittadinanza.

Un momento celebrativo significativo da parte dei rappresentanti istituzionali della Comunità ruotese che gli riconosceva tutto il valore di un cittadino onorario, quasi a voler condividere e fare proprio quel socio della Società napoletana di Storia patria, nella sede del maschio Angioino, dove è custodita la biblioteca di Benedetto Croce, quale era appunto Gerardo Maria Cantone. Ed è proprio in questa veste che è arrivato il contributo determinante alle ricerche storiche nonché la donazione di opere letterarie alla comunità ruotese, sempre per il tramite dell’Associazione culturale Recupero Tradizioni Ruotesi.

E nell’elenco delle collaborazioni all’accrescimento della ricerca e della memoria storica ruotese, la pubblicazione del libro “Asmara Napoli. Cronaca di una piccola odissea” (2007), memorie di un ragazzo della Seconda guerra mondiale durante il viaggio dell’Africa passando per Ruoti a Napoli; le ricerche e il recupero della documentazione storica sul garibaldino ruotese Franco Pisanti Estratto del giornale Il Gazzettino di Basilicata n. 132 – 1885 (2009); la stesura del testo “La gente, la terra, il borgo antico di Ruoti in Lucania”, nelle fotografie di Antonio Iacobuzzi (2010); le ricerche e il recupero della documentazione sull’architetto Giuseppe Pisanti (Archivio di Stato di Napoli) “Ricordi autobiografici Giuseppe Pisanti, Napoli 1896” (2011), nonché l’importante recupero del Catasto onciario di Ruoti del 1750.

Tutto ciò a testimoniare come in un grande puzzle della vita, l’incontro di Gerardo Maria Cantore bambino di cinque anni con la comunità di Ruoti, tenuto vivo negli anni, si è poi completato con quell’ultimo tassello della cittadinanza onoraria.

E chiudiamo con le parole del ricordo da parte del presidente dell’associazione Recupero Tradizioni Ruotesi e dei suoi soci, Felice Faraone: “Il 31 maggio il cittadino onorario di Ruoti, Gerardo Maria Cantore ci ha consegnato una grande responsabilità, quella di tenere sempre viva la presenza dei suoi figli tutti, sparsi in ogni luogo, affinché le future generazioni non dimentichino le proprie radici e l’intera storia della comunità”.

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